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Luca Abbruzzetti - Le discariche di Roma e la salvaguardia ambientale

luca abbruzzetti

Intervista a Luca Abbruzzetti, Assessore all’ambiente del Comune di Riano.


L’ipotesi dell’apertura di una discarica provvisoria nel Comune di Riano in che modo è stata accolta dalla cittadinanza e dalla giunta comunale?

Essendo arrivata come un “fulmine a ciel sereno”, la notizia non è stata accolta con entusiasmo, non foss’altro perchè il comune e la cittadinanza non sono stati coinvolti con voce in capitolo, ma semplicemente informati prima dell’arrivo dei comunicati stampa ufficiali. Quest’assenza di confronto fa pensare

che le condizioni iniziali a livello istituzionale non si siano delineate nel modo più ottimale.



Quali sono i motivi di ordine ambientale e logistico per i quali la cittadinanza non vede di buon occhio l’apertura di una nuova discarica?

Il sito di Quadro Alto si estende per diversi ettari all’interno di una vasta area naturale, che la stessa Regione Lazio ha definito come “area di continuità ad elevato pregio paesistico”. L’area in questione essendo di natura tufacea non assicura una buona solidità ed espone al rischio gravissimo che le sostanze percolate entrino in contatto con le vicinissime falde acquifere. In questo caso il rischio ambientale sarebbe molto elevato con conseguenze per tutto l’ecosistema circostante. Anche la viabilità della zona nord su via Tiberina sarebbe molto sovraccaricata dal traffico dei mezzi pesanti che quotidianamente entrerebbero in discarica.


Si potrebbe assistere ad una nuova Malagrotta, inizialmente nata come provvisoria e poi rimasta attiva per circa 30 anni?


Sicuramente la storia passata non conforta, ed il carattere delle emergenze è spesso di natura “compromissoria”; così il timore che si possa assistere alla creazione di una  nuova Malagrotta è molto sentito. Attualmente la proposta fa riferimento a un periodo di 18 mesi su un’area di circa 8 ettari di territorio, ma nulla vieta che in un futuro prossimo lo stato di emergenza non permanga e vengano concesse proroghe alla scadenza.


Quali sono attualmente le alternative a questa ipotesi?
Come trovare una soluzione alternativa alla discarica di Quadro Alto a Riano è una domanda che ci facciamo in molti. Il dubbio più diffuso è proprio se puntare su discariche provvisorie o se visto il carattere d’urgenza, non convenga optare direttamente per scelte temporanee differenti. Mi riferisco all’ipotesi che il Lazio affidi questi rifiuti ad impianti attivi in altre regioni, che dietro pagamento di un canone possano fungere da tampone in questo momento di emergenza. Una sorta di patto di mutuo soccorso interregionale. In questa ipotesi si eviterebbe di sacrificare un’area vergine e si scanserebbero ricadute ambientali ed economiche molto pesanti; basti pensare che già per il primo anno di attività, ogni discarica entra in un periodo di controllo e monitoraggio che dura per i successivi 30 anni. Questi sono costi ambientali ed economici da tenere in debita considerazione.


In che modo il Comune di Roma e gli organi competenti stanno portando avanti la trattativa?
Attualmente l’organo competente in materia è il Prefetto delegato per l’emergenza rifiuti con il quale stiamo avendo buoni rapporti in merito alla valutazione degli aspetti critici. C’è da sottolineare però che non bastano le rassicurazioni circa la provvisorietà e la tipologia di rifiuti che ospiterebbe la futura discarica; gli aspetti idrogeologici non confortano che ciò sia la strada migliore da prendere.
Da parte del Comune di Roma e della Regione non ci sono stati segnali diretti a voler coinvolgere i comuni interessati nella scelta dei nuovi siti per le discariche e, ad oggi, non c’è chiarezza in merito alle future scelte che di qui a breve verranno prese.


Il nuovo Piano Rifiuti approvato dalla Regione in che modo risponde a queste esigenze?
Il piano rifiuti approvato il 18 gennaio, rimanda nuovamente l’individuazione di siti definitivi per le due nuove discariche, cosa che di per sé risulta essere già abbastanza grave. Le ipotesi presentate prevedono per la città di Roma il raggiungimento del 65% della raccolta differenziata. Questo vuol dire che nei prossimi mesi si dovrebbe avere un incremento della raccolta differenziata, obbiettivo questo che risulta essere di difficile raggiungimento, viste anche le finanze inadeguate stanziate allo scopo. Da un punto di vista formale, in linea anche con gli standard imposti dalla Commissione Europea, tale obiettivo rientra teoricamente nei livelli accettabili, ma nella realtà potrebbe risultare insufficiente e aprire la strada ad un piano “B” (detto scenario di controllo) il quale possa rappresentare una via d’uscita per il non raggiungimento degli obiettivi.



A cura di Francesco Miano

Febbraio 2012



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