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Rosanna Montecchi - G.A.T. Investimento collettivo terriero

Rosanna Montecchi,

avvocato e co-fondatore del G.A.T. di Mantova

 

Che cosa è un gruppo di acquisto terreni? Chi può parteciparvi?

Il GAT è letteralmente un Gruppo di risparmiatori che Acquistano un Terreno agricolo di una certa consistenza ad un prezzo per ettaro in linea con il mercato. La dimensione del fondo permette una gestione professionale che sarebbe impossibile con un piccolo appezzamento e la forma societaria consente di superare le problematiche di ordine fiscale e di garantire l’investimento del risparmiatore.

Vi possono partecipare tutti i risparmiatori che abbiano a disposizione una cifra minima di 10/20 mila euro fino ad un massimo di 40/80 mila euro.

 

Come è nata l’idea del progetto GAT?

L’idea è nata dalla necessità di creare un’alternativa economicamente valida rispetto alla necessità delle persone di investire i propri risparmi. Il sistema finanziario attuale, messo a dura prova dagli eventi, è a tutt’oggi scricchiolante e con prospettive di un recupero lento e doloroso. In questo quadro per un risparmiatore che ha una cifra modesta da proteggere non è possibile acquistare un proprio appezzamento. Proprio per questo sono nati i GAT.

 

Qual è la differenza tra un GAT e una multiproprietà?

Le differenze risiedono principalmente nel bene oggetto di investimento e nella forma giuridica utilizzata: nel GAT si tratta di terreno agricolo che ha le caratteristiche intrinseche di una sempre maggiore scarsità a causa della cementificazione selvaggia, e la capacità autonoma di rigenerarsi ad ogni ciclo produttivo. In altre parole è l’unico bene produttivo che non rischia l’obsolescenza e garantisce beni di prima necessità. Per la natura tipicamente produttiva del terreno, il GAT si pone obiettivi di “impresa”, mentre la multiproprietà trova la sua motivazione nel “godimento” di un bene non produttivo limitato ad un determinato periodo temporale. Il diverso scopo rende diversa anche la forma giuridica utilizzabile. Per il GAT abbiamo adottato la forma della SRL agricola adeguandola alla tutela del socio che é prima di tutto un investitore etico e solidale.

 

Quali sono i pregi ed i vincoli di un progetto del genere?

Oltre all’elemento strettamente finanziario di tutela del risparmio, i pregi del GAT risiedono nella numerosità dei soci (dai 50 ai 70): ognuno può mettere a disposizione le proprie competenze a favore dello sviluppo dell’impresa nonchè trovare occasione di lavoro e/o sviluppare passioni. I patti sociali predisposti per il GAT, trattandosi ovviamente di un investimento di medio lungo periodo, prevedono una limitazione al diritto di recesso dalla società. Il socio viene cioè vincolato solo nei primi anni a non uscire dalla società, per non metterla in difficoltà nel suo periodo più critico. Successivamente viene concesso al socio di esercitare il diritto di cedere la sua quota ad altre persone interessate.

 

In che modo si gestisce la produzione e la vendita dei prodotti?

La produzione agricola é affidata ai soci che vi si dedicano professionalmente, coadiuvati da altri in forma esclusivamente volontaria. L’apporto specialistico è fornito da soci competenti e qualificati (agronomi, dottori in scienze naturali) con tendenza allo sviluppo dell’agricoltura con metodo naturale (permacoltura, orti sinergici, consociazioni etc). Il GAT accoglie i principi di base del metodo biologico e rigetta l’idea di avvelenare il terreno con concimi chimici, diserbanti, pesticidi. La vendita é svincolata dalla grande distribuzione e avviene attraverso i mercati contadini, i gruppi di acquisto e la vendita diretta in azienda.

 

Tra le persone che hanno già partecipato alla creazione di un GAT qual è il grado di soddisfazione?

A poco più di un anno dalla costituzione del primo GAT in provincia di Mantova, possiamo dire che la soddisfazione dei soci è elevata nonostante i problemi, inevitabili, legati all’inizio di un’attività in un settore, quello agricolo, martoriato dalle logiche di mercato e dagli intoppi burocratici. Si apprezza il fatto che le proprie energie sono rivolte nella direzione giusta, indirizzate in un percorso, non privo di ostacoli, ma con un obiettivo totalmente condiviso.

 

Quali sono i progetti per il futuro?

I progetti futuri sono quelli di allargarsi sul territorio nazionale costituendo il maggior numero di GAT possibile, mantenendo l’indirizzo imposto dai principi fondanti del GAT e dalle sue finalità per creare una rete di GAT che si trasferirà reciprocamente le esperienze e i prodotti.

 

A cura di Francesco Miano

Maggio 2011

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