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Valerio Pignatta - La Decrescita Felice

Il Dott. Valerio Pignatta, è laureato in scienze politiche e in storia, è iscritto al registro professionale naturopati ed è giornalista pubblicista.
Ha pubblicato libri e articoli riguardanti la decrescita e la sua applicazione pratica nella vita quotidiana.


Come potrebbe essere spiegato, brevemente, il concetto di “decrescita”?

La decrescita è una filosofia che cerca di cambiare alcune abitudini, anche semplici.
Ricerca un maggiore contatto con la natura e la riscoperta delle relazioni sociali.

Tutto ciò ovviamente può essere fatto soltanto diminuendo i consumi, il che provocherebbe uno stress minore, poiché le persone di conseguenza lavorerebbero anche di meno. In questo modo ci sarebbe una riscoperta del tempo libero, che innalzerebbe la qualità della vita. Tutto ciò non va confuso con regresso, termine con il quale viene spesso confusa la filosofia della decrescita. Non ci sarebbe, né dovrebbe esserci, nessun passo indietro a livello tecnologico e scientifico.

 

Come è possibile crescere quando si parla di “decrescita”?
Il concetto di crescita non riguarda solamente la sfera materiale o industriale, ma può anche essere visto come crescita interiore, della propria persona, e non solamente legato ad aspetti economici. Senza contare gli effetti positivi che un cambiamento delle abitudini e soprattutto dei livelli di produzione avrebbe sull’ambiente.

 

Qual è l’ostacolo principale alla diffusione di questa filosofia di vita?
L’ostacolo principale lo vedo nei mass media, i quali hanno un ruolo centrale nella diffusione di pratiche non virtuose. Inizialmente, infatti, sono nate (soprattutto la TV) con una funzione prevalentemente commerciale. Con il passare del tempo hanno iniziato a comunicare una sorta di mentalità della rassegnazione, per cui ormai gli spettatori credono di non poter fare più niente per risolvere questioni che li toccano da vicino, e hanno introdotto il concetto del superfluo, per cui il consumo supera i reali bisogni di ognuno. Inoltre il diabete ed altre malattie che sono prodotte in gran parte dalla sedentarietà, collegate all’uso indiscriminato ed eccessivo della televisione, sono in drammatico aumento.

 

Quali sono piccoli gesti che ognuno di noi potrebbe compiere per migliorare il proprio stile di vita?
Senza dubbio, la prima cosa che mi viene in mente riguarda l’alimentazione. Anche perché, quando andiamo a fare la spesa, compiamo già delle scelte, anche molto importanti, che hanno valenze politiche, commerciali e culturali. Quindi, già cambiare lo stile alimentare sarebbe un’azione che porterebbe subito dei riscontri nei confronti dell’innalzamento della qualità di vita. Crearsi un piccolo orto o coltivare piante proprie, per non ricorrere sempre e comunque alla spesa nei supermercati, aumenterebbe la qualità dei cibi che mangiamo e ci farebbe anche risparmiare denaro.

 

Ci sono altri consigli che vorrebbe dare ai nostri lettori?
Sicuramente quello di riflettere maggiormente prima di fare qualsiasi acquisto, ragionando sulla reale necessità che abbiamo di comprare un determinato prodotto, se non ci sia nessuno che ce lo possa prestare o se non si possa trovare usato. Sono addirittura nate della patologie in questo senso, come lo “shopping compulsivo”, che generano uno spreco davvero incredibile, senza contare la produzione di rifiuti che ne consegue.

 

Perché non si ricorre alla “decrescita” come soluzione dell’attuale crisi economica?
Il problema maggiore è quello della “delega”, per cui ormai siamo convinti che il singolo non può influire sul sistema. Sia a livello istituzionale sia a livello economico, quindi, si delega sempre a un potere che sta al vertice, si attende sempre che arrivi una legge, un decreto o comunque una norma dall’alto che regoli la nostra vita e le nostre azioni. Questa mentalità attenua le nostre capacità di azione e non ci rende consapevoli della possibilità di gestire i comportamenti anche dal basso, senza delegare nessuno che lo faccia per noi.
Invece dovremmo prendere maggiore coscienza delle nostre possibilità, compiere noi stessi delle scelte, senza attendere che ci vengano imposte.


Ringraziamo il dott. Valerio Pignatta

A cura di Manuel Venuti

Dicembre 2010

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