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Ecovillaggi. Scelta di vita sostenibile

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Un ecovillaggio si può costituire per vari motivi. Alcuni nascono per ridare vita ad un vecchio borgo abbandonato, nel rispetto dei valori architettonici e ambientali originari. Altri per una scelta di vita spirituale, spesso fuori dalle religioni “istituzionali” o per sperimentare un modello sociale alternativo basato sui principi della solidarietà e della nonviolenza. Altri ancora nascono per cercare un modello di società a basso impatto ambientale centrato sulla riduzione dei consumi e l’autosufficienza.
La maggior parte, in realtà, contiene un pizzico di ognuna di queste motivazioni. Gli Ecovillaggi in Italia ormai non sono più una rarità, la nascita di una cornice organizzativa che li comprenda tutti ne è la riprova. Tale cornice trova la sua espressione nel RIVE, Rete Italiana Villaggi Ecologici, che comprende 23 realtà tutte ispirate a un modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico.
La RIVE stessa aderisce alla Rete Globale degli Ecovillaggi (in acronimo GEN Global Ecovillage Network). I numeri degli ecovillaggi sparsi nel mondo sono davvero impressionanti: più di 2000 in America, 250 in Gran Bretagna e Irlanda, oltre 100 in Germania, 33 in Francia, 13 nei Paesi Bassi e 28 in quelli scandinavi. Il trend di crescita di queste realtà fa pensare ad una tendenza stabile basata, come afferma il Manifesto RIVE, sulla costruzione di un mondo nel quale armonia, fiducia, e pacifiche relazioni tra gli uomini e rispetto per ogni essere vivente porti ciascuno ad acquisire coscienza di sé, conducendo un’esistenza ecosostenibile.

Manuel Venuti
Giugno 2011

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