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Riserve mondiali di ferro destinate alla fine

riserve di ferro

Dopo il petrolio, l’acqua e l’oro, sembra che anche il ferro sia destinato ad esaurirsi. La notizia è una di quelle che lascia perplessi e invita a riflettere, soprattutto per le ripercussioni che questa eventualità avrebbe sull’industria siderurgica mondiale. È di non molto tempo fa la notizia secondo cui le riserve minerarie di ferro sono destinate ad esaurirsi nel giro di 80 anni, intorno al 2087. Questi i dati di uno studio condotto dall’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) e riportati nel saggio “The Iron Ore market 2009-2011”.

I motivi di queste ipotesi? Da qualche anno c’è stato un forte aumento nell’estrazione del ferro: nel 2010 nel mondo sono state estratte 1.588.000.000 tonnellate (contro l’1,3miliardi di tonnellate estratte nel 2005). Il consumo di ferro è rimasto stabile fino al 1990, ma è esploso dal 2000 in poi, grazie alla crescita della siderurgia cinese che produce 1/3 dell’acciaio mondiale e importa la metà del ferro estratto nel mondo.
Piuttosto che arrestare la propria crescita economica la Cina è disposta a pagare incrementi del 100% sul prezzo del ferro, è per questo che l’Australia, ricca di importanti giacimenti è partita con la corsa al ferro che vede molte persone impiegate in un lavoro difficile ma estremamente redditizio.  
Il ferro però è solo l’ultima tra le risorse destinate ad esaurirsi. Tra queste ricordiamo criolite, terbio, afnio, argento e antimonio (2022); palladio, oro, zinco e indio (2023-2025); stagno, piombo, rame e tantalio (2028-2039); uranio, zinco, petrolio, nickel e platino (2040-2064); gas naturale (2072).
Naturalmente, in materia, ci sono posizioni più o meno ottimiste (alcuni studiosi ritengono ad esempio che le scorte si esauriranno tra 64 anni; altri invece ritengono che la “copertura” è garantita per oltre un secolo). Quello che è certo è che ci troviamo di fronte, forse, non ad una emergenza, ma a un dato che ci può far riflettere e ci invita, ancora una volta e semmai ce ne fosse bisogno, a comportamenti e a modelli di sviluppo economico più sostenibili.
È un dovere che abbiamo nei confronti delle future generazioni.
La sfida è aperta!

Giorgia Trabona
Giugno 2011

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