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Operazione recupero petrolio in mare!

PULIZIA PETROLIO IN MARE


Sortilegio o scienza?
Nella credenza popolare per scoprire se l'interessato era posseduto e vittima di malocchio, si recava dal fattucchiere che usava mettere l'olio nell'acqua. Osservando attentamente il suo comportamento sulla superficie dell'acqua, lo stregone definiva così l'indice di buona o cattiva sorte per il corso della vita del povero cliente.
Nei tempi moderni nessuno nega che la cattiva sorte per l'uomo è un'altra, ossia il petrolio che si riversa sui mari e sugli oceani.
Ma la sostanza che galleggia sulle superfici marine, può essere recuperata.


Ricercatori made in Usa intendono farlo, presentando una nuova tecnica basata sulla possibilità di recuperare il petrolio sfruttando le sue caratteristiche fisiche che lo tengono separato dall'acqua.


Questa ricerca è stata sviluppata dai ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology.
La tecnica messa appunto dalla ricerca si basa sull'attrazione dell'olio verso la superficie attraverso il campo magnetico creato da magneti
composti da nanoparticelle sospese al loro interno e inseriti perpendicolamente nell'acqua.


Un nuovo metodo scientifico basato sull'introduzione nel petrolio, sostanza caratterizzata dall'assenza di magneti, di nanoparticelle ferrose idrorepellenti per trasformarlo in un liquido magnetico noto con il nome di ferrofluido. Una volta trasformato può così essere separato dall'acqua con specifici magneti appositamente creati per attirare la miscela nell'impianto di pompaggio impiantato a bordo di una nave.


L'innovativa tecnica, che vanta due brevetti, basati oltre a recuperare la sostanza inquinante permette di riutizzare il petrolio estratto ed in questo modo rendere economicamente appetibile l'attività di pulizia delle acque marine, che in altro modo avrebbe dei costi altissimi.


Il progetto sarà presentato il prossimo gennaio in occasione della Conferenza Internazionale sui fluidi magnetici, un'occasione di incontro e di confronto nata all'interno del dottorato di ricerca di Shahriar Khushrushahi, del Dipartimento del MIT di Ingegneria Elettrica e Informatica, insieme a Markus Zahn, professore di ingegneria elettrica e Ralph Landau professore di Ingegneria Chimica.

Una scoperta che può arginare le disattenzioni dell'uomo senza l’aiuto della stregoneria!


www.web.mit.edu


Laura Gineprini

SETTEMBRE 2012



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