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WWF: “Viviamo come se avessimo un pianeta in piu’ a nostra disposizione“

WWF: “Viviamo come se avessimo un pianeta in piu’ a nostra disposizione“Il nostro pianeta e’ malato. E’ tanto tempo che sentiamo appelli all’adozione di misure e comportamenti preventivi nei confronti di un possibile ulteriore peggioramento della situazione.


Un recente studio del WWF Living planet report 2012”, va a fotografare proprio questa situazione. Secondo il rapporto, sulla Terra consumiamo le risorse di un pianeta e mezzo

, in Italia consumiamo come se ce ne fossero 2 e mezzo. E se in circa 40 anni nel mondo intero e’ scomparso il 30% delle biodiversita’, ai Tropici saliamo addirittura al 60%.

“Viviamo come se avessimo un pianeta in piu’ a nostra disposizione. Stiamo utilizzando il 50 per cento di piu’ delle risorse che la Terra puo’ produrre e se non cambieremo rotta il numero crescera’ rapidamente: entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti. Nel 1970 sottraevamo annualmente materie prime dalla Terra per circa 30 miliardi di tonnellate, oggi siamo a quasi 70 miliardi”, ha detto Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia.


Altri dati che ci possono aiutare ad avere un quadro della situazione: negli ecosistemi di acqua dolce la capacità di rigenerarsi è diminuita del 37%, a livello globale.
Solo meno di 1/3 dei fiumi presenti al mondo, con una lunghezza infosuperiore a 1.000 km, scorrono liberamente e senza dighe sul letto principale.


Di contro si riscontra, il rischio di emergenza idrica: nel mondo, infatti, 2,7 miliardi di persone vivono nei pressi di bacini idrici che almeno 1 mese l’anno subiscono carenze idriche gravi.


Per quanto riguarda gli ecosistemi marini, l’attività di pesca mondiale, dal 1950 al 2005, è aumentata di circa 5 volte, passando dai 19 agli 87 milioni di tonnellate e causando così il sovrasfruttamento di molti stock ittici.


Un aiuto fattivo progettato dal WWF e’ una vera e propria “road map”, articolata in 5 punti: preservare il capitale naturale e proteggere la biodiversita’, produrre tenendo conto dell’impronta ecologica, consumare in maniera piu’ consapevole ed assennata, riorientare i flussi finanziari e gestire equamente le risorse.


Per approfondire: greenreport.it


Giorgia Trabona

GIUGNO 2012




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