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Il lago di Bolsena: Il caso di una Bellezza in pericolo

Il Lago di Bolsena è il lago vulcanico più grande e pulito d’Europa. Così bello che l’Unesco lo ha scelto come possibile candidato per diventare Patrimonio dell’Umanità.

Eppure questa bellezza è minacciata da una diatriba che dura da anni riguardante il sistema di depurazione delle acque, regolato da un susseguirsi di scelte politiche poco oculate.


Il caso. Da più di 30 anni le acque del lago sono tutelate da un anello che raccoglie le acque reflue dei paesi lungo il suo perimetro e le convoglia in un depuratore a valle, nei pressi del fiume Marta. Un sistema  complesso e costoso, interamente gestito dal consorzio Cobalb, che riunisce 9 comuni del bacino del lago, più la provincia di Viterbo.


Oggi però il Cobalb arranca e la manutenzione ordinaria del lago è diventata un problema. Le attività ordinarie continuano ad essere garantite dallo sforzo di 5 dipendenti del consorzio che, senza stipendio da luglio, seguitano a svolgere il loro lavoro per evitare interruzioni nei servizi.


Un atto d’amore verso il lago e la zona circostante, ma è chiaro che la situazione richiede un intervento risanatore; proseguire in questo modo non solo è difficile, ma mette a rischio l’intero ecosistema della zona.


La storia è nota. Nel 2006 viene costituita una società con l’obiettivo di gestire l’intero servizio idrico della zona Ato1 (quella della provincia di Viterbo). La società assorbe subito le altre società che gestiscono acqua e depurazione sul territorio, e lo stesso dovrebbe fare con il Cobalb. Nel 2009, in vista della fusione, la Regione Lazio sospende l’erogazione dei contributi al Coblab. La fusione con la società però non avverrà, ed in poco tempo il consorzio si ritrova a gestire da solo l’intero impianto del lago, con un conseguente aumento dei debiti, fino al buco di 1,5 ml di euro.


In tutto questo la buona notizia è che la Regione Lazio dovrebbe stanziare un milione e mezzo di euro, proprio per la riqualificazione del depuratore e dell’intero anello circumlacuale. Il finanziamento però non risolverà lo stato complessivo delle cose, ma riuscirà solo a ridare ossigeno al Consorzio per rimettere in sicurezza l’impianto.


Una misura importante comunque, a cui speriamo verranno affiancati interventi strutturati nell'intero sistema di tutela e gestione del Lago.


Giorgia Trabona

NOVEMBRE 2011

Il Lago di Bolsena è il lago vulcanico
più grande e pulito d’Europa. Così
bello che l’Unesco lo ha scelto come
possibile candidato per diventare
Patrimonio dell’Umanità.
Eppure questa bellezza è minacciata
da una lunga diatriba riguardante il
sistema di depurazione delle acque,
regolato da scelte politiche poco
oculate susseguitesi negli anni.
Il caso. Da più di 30 anni le acque
del lago sono tutelate da un anello
che raccoglie le acque reflue dei
paesi lungo il suo perimetro e
le convoglia in un depuratore a
valle, nei pressi del fiume Marta.
Un sistema complesso e costoso,
interamente gestito dal consorzio
Cobalb, che riunisce 9 comuni del
bacino del lago, più la provincia di
Viterbo. Oggi però il Cobalb arranca
e la manutenzione ordinaria del lago
è diventata un problema. Le attività
ordinarie continuano ad essere
garantite dallo sforzo di 5 dipendenti
del consorzio che, senza stipendio
da luglio, seguitano a svolgere il
loro lavoro per evitare interruzioni
nei servizi.
Un atto d’amore verso il lago e la
zona circostante, ma è chiaro che
la situazione richiede un intervento
risanatore; proseguire in questo
modo non solo è difficile, ma mette
a rischio l’intero ecosistema della
zona.
La storia è nota. Nel 2006 viene
costituita una società con l’obiettivo
di gestire l’intero servizio idrico
Terreni privati per una nuova Malagrott a?
La vicenda dei rifiuti romani è ancora tutta da decidere.
Mentre la proroga di Malagrotta scadrà il 31 dicembre, ad oggi la
Commissione Straordinaria sta lavorando per proporre una soluzione,
che ormai da tempo aspettiamo, al problema della localizzazione
di un nuovo impianto di discarica per la città di Roma.
Il luogo individuato come possibile nuovo sito è la cava di Quadro Alto
nel Comune di Riano, situato tra il parco di Vejo e le rive del Tevere.
A questa proposta si oppone il Consiglio Provinciale di Roma, con una
mozione presentata dal Partito Democratico e firmata dai gruppi della
maggioranza. Il progetto del sito di Quadro Alto, infatti, per dimensioni
e volumetrie rischia di riprodurre il modello ormai sorpassato
della “mega discarica”; mentre l’obiettivo iniziale, condiviso da tutte
le istituzioni e dal Commissario, era quello di innovare e rendere sostenibile
il ciclo della gestione dei rifiuti, garantendo che l’attività della
discarica fosse solo temporanea.
Speriamo sia solo un caso, poi, che proprio il sito individuato nella
cava di Quadro Alto a Riano sia da poco diventato di proprietà della
stessa società che gestisce Malagrotta… Il pericolo è che il “monopolio
privato” della gestione dei rifiuti romani subisca semplicemente un
trasloco da un sito all’altro, aggiungendo alle gravi difficoltà ambientali
delle località limitrofe alla discarica, altri luoghi da conquistare.
Il Commissario dichiara che si procederà all’espropriazione delle terre
destinate alla nuova discarica svincolandole da interessi privati.
In questo momento le promesse non tranquillizzano certo i cittadini
del Comune di Riano i quali stanno manifestando e combattendo con
tutte le loro forze per riuscire a salvare il futuro delle loro belle terre
in larga parte ancora agricole.
Per info: facebook/Sos-Discarica-Riano
della zona Ato1 (quella della
provincia di Viterbo). La società
assorbe subito le altre società che
gestiscono acqua e depurazione sul
territorio, e lo stesso dovrebbe fare
con il Cobalb. Nel 2009, in vista
della fusione, la Regione Lazio
sospende l’erogazione dei contributi
al Coblab. La fusione con la società
però non avverrà, ed in poco tempo
il consorzio si ritrova a gestire da
solo l’intero impianto del lago, con
un conseguente aumento dei debiti,
fino al buco di un 1,5 ml di euro.
In tutto questo la buona notizia è che
la Regione Lazio dovrebbe stanziare
un milione e mezzo di euro, proprio
per la riqualificazione del depuratore
e dell’intero anello circumlacuale. Il
finanziamento però non risolverà
lo stato complessivo delle cose, ma
riuscirà solo a ridare ossigeno al
Consorzio per rimettere in sicurezza
l’impianto. Una misura importante
comunque, a cui speriamo verranno
affiancati interventi strutturati nel
sistema di tutela e gestione del Lago.

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