Iscriviti alla Newsletter!


ecocomics
Pagine Verdi






Goletta dei Laghi: bandiera verde ai laghi laziali

Nello scorso mese di luglio la Goletta dei Laghi di Legambiente ha percorso l'intera penisola per monitorare la qualità delle acque dei maggiori laghi italiani ed il bilancio finale è che oltre il 60% dei punti monitorati, soprattutto al Nord, sono risultati inquinati o molto inquinati da livelli di batteri fecali ben oltre il limite concesso dalla legge.


Questa settima campagna di Legambiente per il monitoraggio scientifico e naturalistico dei maggiori bacini lacustri italiani rivela, ancora una volta, che il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra.


Tra i laghi presi in considerazione a superare l’esame della Goletta dei Laghi sono solo i laghi di Viverone in Piemonte, e i laghi laziali di Bracciano, del Salto e del Turano



Lago del Turano, Rieti


Risulta pessima, invece, la situazione soprattutto dei grandi laghi del nord su cui si riscontra la falla più grande nel sistema di depurazione.

Sul lago d’Iseo sono stati campionati 7 punti, di cui 6 risultati inquinati e 5 di questi hanno rilevato la presenza di batteri fecali ben oltre il doppio del limite consentito dalla legge, classificandosi fortemente inquinati. Sul lago di Como, dei 13 punti campionati, 10 sono risultati inquinati con 8 punti fortemente inquinati. Sul lago Maggiore sono stati 6 i punti campionati, di cui 5 sono risultati fortemente inquinati. Sul lago di Varese i tecnici di Legambiente hanno effettuato 2 campionamenti risultati ambedue fortemente inquinati. Sul lago di Lugano, i 3 punti campionati dai tecnici hanno rilevato 2 punti fortemente inquinati e 1 inquinato. Sul lago di Garda sono stati prelevati 14 campioni di questi 5 punti sono risultati fortemente inquinati e 3 inquinati. Sul lago di Bolsena, sono stati prelevati 5 campioni di cui 3 sono risultati critici, di cui 2 sono risultati fortemente inquinati e 1 inquinato. Sul lago di Vico su 2 prelievi 1 punto è risultato fortemente inquinato. Sul lago di Albano, 3 i punti campionati di cui 1 è risultato fortemente inquinato e 1 inquinato. Al lago Fibreno sono stati effettuati 2 campionamenti di cui 1 è risultato inquinato.


Da notare che le carenze dei sistemi depurazione si ripercuotono non solo sulla qualità delle acque e sullo sfruttamento turistico ma costano al nostro Paese anche una condanna dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea per la mancata applicazione della Direttiva sulla depurazione 91/271/CE arrivata il 19 luglio scorso. Il provvedimento arriva nell’ambito della procedura d’infrazione 2004/2034 che colpisce duramente l’Italia in quanto dopo oltre otto anni il Paese ancora non è riuscita a mettersi in regola.

Quest'anno, inoltre e per la prima volta, il Cigno Azzurro di Legambiente ha raggiunto anche le regioni del Centro e del Sud per promuovere e valorizzare i bacini minori e le aree che li ospitano. Toccate, così, Toscana, Marche, Sicilia e Calabria e dopo anni di nuovo l’Abruzzo, dove l’equipaggio della Goletta ha rilevato l’azione positiva e il valore aggiunto che le aree protette hanno svolto nella tutela della biodiversità e promozione del territorio.

Positive, infatti, le buone pratiche messe in piedi dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco della Sila, che hanno lavorato bene per la tutela della natura, la qualificazione dell’offerta turistica e la promozione delle tipicità del luogo. Positiva anche l’azione del Comune di Massa Marittima (GR), nel cui territorio ricade il lago dell’Accesa che, per preservare le ottime condizioni del bacino, ha acquistato l’anello di territorio intorno al lago.


Per maggiori approfondimenti e informazioni vai al comunicato stampa sul sito di Legambiente



Segui La Foglia


ECO QUIZ