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Allarme: arsenico e pesticidi nelle sigarette di contrabbando

sigarette di contrabbando al velenoE' indubbio, fumare fa male alla nostra salute e alle nostre tasche. Anche il contrabbando di sigarette, che da oltre 30 anni viene in qualche modo permesso dalle istituzioni italiane, fa male.


Ma il contrabbando di sigarette contraffatte e piene di veleni è una vera sciagura.


La notizia è di questi giorni: arsenico, piombo, metalli vari, pesticidi, veleni per topi, segatura, escrementi, insetti, plastica e capelli sono solo alcuni degli ingredienti che sono stati ritrovati nei laboratori di Southampton della Antic Illict Trade Intelligence Unit.


Le sigarette di contrabbando risultano essere sempre più spesso velenose, a causa del traffico delle bionde "taroccate" provenienti dalla Cina controllato da scellerati boss della criminalità organizzata transnazionale, che riguarda le italiane Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta.


Il dossier degli esperti inglesi fa un quadro dei nuovi traffici del contrabbando - in crescita costante - che vedono coinvolti anche i boss italiani. Le sigarette arrivano dalla Cina e - dopo alcune soste effettuate in posti come Dubai, Spagna o Grecia - vengono smistate nei porti italiani di Genova, Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Bari, Taranto e Brindisi. Successivamente, le sigarette sono destinate ai clan che pensano a smistarle e a venderle in diverse città italiane soprattutto del Sud.


Quale sarà la risposta del nostro Stato e delle nostre Istituzioni a questa allarmante notizia?


Riuscirà l'ennesima evidenza dei pericoli e dei danni a cui espone i suoi cittadini, attraverso la sua connivenza con le mafie, per dare inizio un nuovo corso della storia in cui il benessere degli individui e della socialità sia davvero considerato il primo bene?


Ancora non conosciamo le ricadute sulla salute dei fumatori abituali di sigarette di contrabbando, conosciamo invece le ricadute - tutte negative - per la nostra economia. Il solo danno erariale determinato dal contrabbando nel 2010 è stato pari a circa 485 milioni di euro. E, nel primo trimestre di quest'anno, hanno perso tutti: lo Stato (397 milioni), l'industria (73.4 milioni) e il commercio (52.5 milioni). Il calo delle vendite attraverso i canali ufficiali è stimato al 32%, ma contrabbando e contraffazione provocano un danno ingente anche a tutta la filiera del tabacco, che fa registrare mancate entrate per 165 milioni di euro.


Per ulteriori informazioni sull'argomento leggi l'inchiesta condotta e pubblicata il 9 luglio dal Corriere del mezzogiorno.



Giovanna Miano

LUGLIO 2012



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