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Tecnologia si... ma ben smaltita!

ARTICOLO tecnologia si ma ben smaltitaLa “tecnologia” è da sempre il mezzo che l’Uomo usa per supplire alle sue carenze di dotazioni fisiche o cognitive. Si definisce Tecnologia, infatti, qualsiasi estensione del nostro corpo, qualsiasi protesi che possa farci vivere in una realtà “aumentata”, così, come una pressa amplia la forza delle nostre mani, un cellulare amplia la nostra capacità comunicativa.


In piena Era Tecnologica oggi possiamo usufruire di un’offerta incomparabile a quella anche di soli 100 anni fa. I prodotti tecnologici oggi sono enormemente più numerosi, pervadono qualsiasi ambito della vita

, diventano via via più artificializzati ed utilizzano materiali e tecnologie decisamente più impattanti per la salute del nostro pianeta.


L’Homo Tecnologicus di oggi, pur continuando a circondarsi di tutti i più innovativi dispositivi elettronici, a differenza di quello degli anni ’80 e ‘90 dello scorso secolo, sente il bisogno di darsi delle regole grazie alle quali continuare ad evolvere, nel rispetto però dell’ambiente naturale che lo ospita e che ospiterà le generazioni a venire.


Le “istituzioni” odierne, come prolungamento e potenziamento di ogni singolo cittadino, iniziano ad offrir loro guida e sostegno per mettere in pratica tutte le migliori pratiche relative alla sostenibilità ambientale. Proprio questo è, infatti, l’obiettivo delle norme che regolamentano oggi lo smaltimento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) come frigo, televisori, computer, cellulari, caricabatterie, cavetti, ect.


In Italia, come nel resto d’Europa, con le normative del 2005 e del 2010 ai produttori è riconosciuta la responsabilità, condivisa con distributori e consumatori, dell’intero ciclo di vita delle apparecchiature che produce o sulle quali mette il proprio marchio. Viene, cioè, imposta loro una forte riduzione dell’uso di sostanze pericolose, e l’obbligo di contribuire economicamente alle fasi di smaltimento.


Per i distributori è prevista la partecipazione a sistemi collettivi nazionali di raccolta e smaltimento e l’obbligo della vendita con modalità “uno contro uno”. Per ogni elettrodomestico nuovo acquistato da un cliente, il commerciante deve ritirare il vecchio apparecchio ormai in disuso.


A noi consumatori è richiesto invece di saper identificare nei piccoli e grandi elettrodomestici non funzionanti, o non più attraenti, i “rifiuti pericolosi” che sono e di portarli nei punti di raccolta gratuita ormai sempre più numerosi in ogni comune. Per conoscere la rete dei punti di raccolta: www.cdcraee.it


I dati di questi ultimissimi anni raccontano di una lenta ma costante crescita della quantità di rifiuti Raee correttamente smaltiti, malgrado rappresentino ancora solo una piccola percentuale di quella gettata in discarica e che nel 2011 solo il 42% degli elettrodomestici non più utilizzabili sono stati riconsegnati nei negozi per il ritiro uno contro uno.


Forse questo sistema collettivo di raccolta è ancora poco conosciuto o non è stato sostenuto dall'adeguata campagna informativa necessaria, per aver chiaro che quando andiamo a comprare un nuovo elettrodomestico, è meglio portare con noi il vecchio.


Giovanna Miano

APRILE 2012



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