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Fotovoltaico: alternativa naturale ai bisogni energetici

Fotovoltaico: alternativa naturale ai bisogni energeticiLa scelta di puntare sul petrolio come principale fonte energetica ha avuto effetti catastrofici: dai giochi di potere legati all’esauribilità delle risorse, all’acuirsi del divario tra paesi più o meno sviluppati, dall’inquinamento atmosferico, a quello terrestre e delle acque.


Ci sono voluti lunghi decenni di dibattiti, di ricerche (e di semplice osservazione della realtà) per accertarlo, ma ormai è chiaro a tutti. Ed è chiaro che per prendere il volo verso un futuro ecosostenibile è dalla Natura che possiamo attingere idee ed energia.



Stavolta però possiamo scegliere con maggior coscienza energie da fonti non esauribili e che abbiano il minor impatto ambientale in tutte le fasi di produzione e di utilizzo. Tra le rinnovabili a basso impatto ambientale l’energia proveniente, dal Sole rappresenta una fonte inesauribile e immensa. Ogni anno, infatti, il sole irradia sulla terra 19.000 miliardi di TEP (Tonnellate Equivalenti Petrolio) mentre la domanda annua di energia è di circa 10 miliardi di TEP.


L’effetto fotovoltaico, cioè la “trasformazione” della luce solare in energia elettrica, scoperto a metà dell’800, vide la sua prima applicazione commerciale già nel 1954 negli Stati Uniti, ma non riuscì subito a distrarre il mondo dal mito del petrolio. A 60 anni di distanza, il progresso tecnologico, unito a quello culturale e alla volontà di investire nelle energie pulite, è in grado di produrre pannelli fotovoltaici innovativi ad altissimo rendimento energetico e basso impatto ambientale.


Passi da gigante sono stati fatti anche per l’integrazione architettonica e paesaggistica. Ora che è possibile “stampare” il sottile film di materiale fotoattivo sui pannelli, sono stati creati moduli flessibili ed esteticamente simili ai materiali da costruzione come la pietra o le tegole. Lo stesso costo dei pannelli sta scendendo vertiginosamente, negli ultimi tre anni ad esempio si è addirittura dimezzato.


L’Italia sembra aver accolto con particolare favore le enormi possibilità di questo sistema. Grazie anche agli incentivi statali (garantiti fino a tutto il 2016) ed alla possibilità di guadagnare attraverso l’energia prodotta ed immessa in rete il fotovoltaico italiano è cresciuto a ritmi velocissimi arrivando a produrre il 4,16% della richiesta totale di energia, con una crescita del 595,1% nell’ultimo anno.

L’Epia, l’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica, sostiene che ci avviamo ad essere il paese con il più alto tasso di potenza fotovoltaica installata nel mondo, e il GSE, il Gestore Servizi Energetici prevede che raggiungeremo già nel 2012 la potenza complessiva prodotta, prevista dagli accordi comunitari per il 2020.


Per chi volesse contribuire al trend sono disponibili soluzioni innovative anche dal punto di vista economico e sociale come quella di mettere a disposizione il proprio tetto di casa per l’installazione di impianti pagati da terzi con risparmi del 50% sui consumi o far parte di un GAF, Gruppo di Acquisto Fotovoltaico per avere notevoli risparmi sull’acquisto e sull’installazione.


Giovanna Miano

FEBBRAIO 2012


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