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Combattere l’emicrania con lo Shiatsu: i nuovi stimoli della ricerca medica

L’emicrania, comunemente conosciuta come “mal di testa”, rappresenta ad oggi una tra le patologie più comuni, identificata dalla medicina ufficiale tra le prime 20 patologie al mondo più disabilitanti.

Non sempre chiare sono le cause della sua insorgenza e non sempre risultano efficaci i trattamenti farmacologici nelle persone affette da patologia cronica.



Per studiare la relazione e l’efficacia dello Shiatsu nel contribuire al miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbi cronici, è in atto una sperimentazione presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma in collaborazione con l’università La Sapienza”.


L’obbiettivo dichiarato è quello di studiare l’efficacia dello Shiatsu come trattamento non farmacologico su quei pazienti affetti da emicrania e/o cefalea cronica che risultano refrattari ad altre terapie.

Incontriamo il dottor Fulvio Palombini il quale, come responsabile della tecnica ed esperto di Shiatsu, ci riferisce che questa sperimentazione rappresenta una novità importante.
Da un lato, infatti, permette di studiare scientificamente l’efficacia di questo metodo nel migliorare la qualità della vita delle persone, e dall’altro introduce e facilita la presenza di tecniche naturali in ambito ospedaliero.

Il presente studio, coordinato dal professore Giuliano Sette, seppur non ancora concluso, stà già dando buoni risultati in quei pazienti che in passato non hanno trovato sollievo nella sola terapia farmacologia.

Un risultato importante, prosegue il dott. Palombini, da anni impegnato nell’insegnamento e nella pratica dello Shiatsu, tenendo presente che in questo caso l’emicrania e la sua patologia ha notevoli ripercussioni sugli aspetti sociali, lavorativi ed affettivi della persona che ne è affetta.

“Se tale sperimentazione risultasse efficace, saremmo in grado di offrire un valido strumento terapeutico per le persone che in altro modo avrebbero difficoltà a trovare sollievo ai loro stati di malessere.”

I pazienti che stanno prendendo parte alla sperimentazione vengono sottoposti a trattamenti Shiatsu della durata di 45 minuti in cui, con l’uso della digitopressione, si favorisce tra le altre cose la naturale risposta biologica dell’organismo attraverso il rilascio di sostanze analgesiche naturali quali le endorfine. In questo modo è l’organismo stesso ad essere stimolato a prendersi cura del suo male.

Nell’attesa che vengano resi pubblici i risultati esatti di questa sperimentazione, ci auguriamo che questo tipo di studi, nei quali sono integrati sinergicamente trattamenticlassici” a trattamenti “alternativi”, siano sempre più numerosi e diventino parte della cultura medica moderna.
Sarebbe il segno e la speranza che i tempi, le persone e le strutture sono pronte per accettare questo tipo di sfide.


Francesco Miano

GENNAIO 2012



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