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L’Economia dell’usato

Recupero, riuso, riciclo: indicatori positivi di un mercato in crescita


Il settore dell’usato è uno dei pochi che, nonostante la condizione economica globale, mostra un tasso di crescita in continua espansione.

Tra gli aspetti che ne determinano il successo troviamo la capacità di mantenere posti di lavoro, l’inclusione sociale per le categorie più  svantaggiate e lo sviluppo delle economie locali.


Inoltre, riducendo significativamente la quantità di oggetti che in altro modo finirebbero in discarica, esprime notevoli vantaggi anche a livello ambientale.


Forse anche grazie alla crisi economica che stiamo vivendo, l’usato non è solo una tendenza radical-chic, bensì una buona pratica comune. Possiamo assistere alla nascita di nuovi “punti vendita” dell’usato nei mercati, nei mercatini, nei mercatoni del riciclo, anche in risposta alla presenza sempre più massiva del made in China di minore qualità, forte di prezzi contenuti e prodotti alla moda.


In questi ultimi mesi diverse le iniziative realizzate in favore del  riconoscimento ufficiale del settore dell’usato, con l’obiettivo di superare la frammentazione storica ed esprimere posizioni forti e unitarie nei confronti delle istituzioni.


Eventi come “Stati generali dell’usato” tenutasi a Torino e “l’Assemblea nazionale degli operatori dell’usato” tenutasi a Napoli pochi giorni fa, esprimono la necessità e l’impegno da parte degli operatori nel richiedere che avvengano ri-adeguamenti normativi nell’intero comparto: riconoscimento dello status giuridico, incentivi fiscali, facilitazioni per svolgere l’attività e  spazi pubblici permanenti dove poter operare.


La rete O.N.U. (Operatori Nazionale dell’Usato) sostenitrice delle iniziative, attraverso il suo portavoce, Antonio Conti dichiara che “le  proposte avanzate sono frutto del confronto tra tutte le anime del settore: operatori delle strade, delle fiere, dei mercati storici e delle pulci, cooperative, enti di solidarietà, negozi conto terzi e negozi dell’usato”.


L’economia dell’usato, dal punto di vista sistemico, rappresenta inoltre un importante ammortizzatore sociale per le fasce di popolazione  a minor reddito. Disoccupati, comunità migranti, pensionati, studenti, soggetti a rischio di marginalità sociale ed economica riescono in questo modo a trovare possibilità di reddito o di risparmio attraverso la rivendita o l’acquisto di beni ed oggetti usati, svolgendo un’attività di riuso onesta anche se spesso poco organizzata.


Da un punto di vista storico e culturale i mercati dell’usato mantengono viva la memoria delle nostre città e delle nostre abitudini; sono al tempo stesso uno strumento di fusione culturale ed uno specchio fedele del nostro presente. Il mercato storico di Porta Portese a Roma, ad esempio, racchiude uno spaccato storico e culturale difficilmente riproducibile in contesti “artificiali”.


La legislazione europea indica e riconosce le attività orientate al riuso come un pilastro fondamentale per la riduzione dei rifiuti, visto che è grazie al settore dell’usato che si riescono a sottrarre dal flusso altrimenti destinato alle discariche, mediamente 5000 tonnellate l’anno di beni ancora in buono stato.


Per approfondimenti: www.reteonu.it

Francesco Miano

DICEMBRE 2011

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