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LA CACCIA. Necessità, svago o sport?

cacciaLa caccia è un’attività che ai giorni nostri ed alle nostre latitudini non serve più alla sopravvivenza della specie, bensì è un’attività “di svago” nella quale persone delle più diverse classi sociali si cimentano ogni anno. Oggi, in Italia, la caccia sta riducendo sensibilmente proprio gli animali già a rischio estinzione come la starna, la quaglia, la coturnice, la pernice e la lepre e, nonostante si cerchi di arginare il problema con ripopolamenti controllati, questo non assicura di poter ripristinare i delicati equilibri faunistici.


Spesso accade che i cacciatori non seguano precisamente le regole stabilite dalla legge sparando a qualsiasi cosa gli si presenti davanti pur diappagare il loro bisogno di svago; ciò è dimostrato dalle decine di migliaia di animali protetti che vengono raccolti e curati dalle associazioni ambientaliste. Oltre alla considerazione squisitamente animalista, percui ogni essere vivente ha egual diritto di esistenza, questa attività ha anche un notevole impatto ambientale sul territorio per il piombo e la plastica dei bossoli che abbandonati liberamente sul terreno entrano nel ciclo biologico di terra ed acqua.
La caccia, anche praticata in maniera controllata e da persone preparate, espone anche gli esseri umani a notevoli rischi; accade sempre più spesso che ci siano incidenti durante la stagione di caccia sia fra i cacciatori stessi che fra tranquilli villeggianti che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato. (www.vittimedellacaccia.org)
Questa attività crudele e culturalmente obsoleta permette inoltre di possedere legalmente armi da caccia che possono essere usate, in momenti difficili, come armi improprie.
Oltre 150 associazioni, che vanno al di là dei confini dell’ambientalismo, hanno lanciato un appello perché la Camera blocchi la caccia no-limits. Anche il ministro dell’Ambiente e il ministro del Turismo hanno bocciato la legge esprimendo forte preoccupazione per la minaccia che la caccia rappresenta per la natura, per il turismo e per l’equilibrio anche economico delle campagne.
Di poco tempo fa è la notizia che nelle Isole Pontine, grazie alla collaborazione dei volontari di diverse associazioni, il corpo forestale ha rinvenuto una quantità notevole di trappole per uccelli sistemate sapientemente da cacciatori scorretti che non rispettano neanche le norme minime per evitare che la caccia diventi vero e proprio bracconaggio.
Dire no alla caccia come fantomatico “sport” è un modo per iniziare ad interrompere la cultura del predare la natura che ci circonda, per passione o per il piacere di esporre un trofeo di caccia. Sarebbe accettabile per noi se qualcuno esponesse una parte del nostro corpo impagliata come ricordo di una specie a rischio di estinzione?

 


Chi volesse approfondire il tema può consultare i siti

www.noallacaccia.org

www.petizionionline.it

www.abolizionecaccia.it

 


Francesco Miano

Giugno 2011

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