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Transition Town Italia: le città di transizione


Le Città di Transizione, nate dall’idea di Rob Hopkins fondatore del movimento delle “Transition Town”, sono una rete di comunità locali che si pongono l’obiettivo di rispondere in maniera morbida ed in forma proattiva alle grandi sfide che il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici impongono alla nostra generazione.
Questi nuovi modelli modelli urbani esprimono il passaggio dall’era dei combustibili fossili alla civiltà post-petrolifera a ridotte emissioni di gas serra. Il progetto Transition Town vuole fornire un supporto e delle linee guida per “ri-sistemare” le città in cui viviamo ora, per evitare che il sistema economico-finanziario continui a renderci dipendenti anche nelle più piccole necessità; ne è prova lo stato attuale dell’economia, la qualità della vita sociale, i ritmi frenetici imposti, la società dell’abbondanza, l’economia della crescita infinita.

I limiti degli attuali modelli di sviluppo sono ormai ben visibili a tutti e la speranza fine a se stessa non è il rimedio che permetterà di cambiare le cose. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo.
Le Transition Town, in realtà, partono da piccoli nuclei di cittadini che stanchi di comprarsi ognuno il proprio tosaerba lo condividono, stanchi di accompagnare i figli a scuola ognuno con la propria auto lo fanno a turno. Questi come altri esempi, sottolineano la forte vicinanza di intenti tra le Città di Transizione ed il movimento della Decrescita Felice.


Entrambi infatti affermano che per avere a disposizione un oggetto, di certo non è necessario esserne padroni, cosa che invece il sistema capitalistico ci ha insegnato. In quest’ottica le persone non si organizzano per una “resistenza urbana” ideologica, ma cooperano affinché tra di loro non ci sia solo un rapporto di vicinanza obbligata ma anche di piacevole convivenza.
Alcune comunità ed iniziative pionieristiche di Transizione sono già attive anche nel nostro paese grazie all’impegno di Transition Italia, il nodo italiano del network internazionale del movimento della Transizione.
L’obiettivo è che produzione, distribuzione e consumo (di energia, di acqua e di cibo, principalmente) diventino il più possibile locali ed indipendenti da fattori esterni.
Via libera dunque a progetti riguardanti l’uso di fonti energetiche rinnovabili, spesa a chilometro zero, coltivazione di community gardens e mobilità sostenibile.
La Transizione è un movimento culturale impegnato nel traghettare la nostra società industrializzata dall’attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di consumo delle risorse a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio.
Per approfondimenti potete visitare il sito: www.transitionitalia.wordpress.com
Qui potrete trovare inoltre le date degli incontri e avrete la possibilità di mettervi in rete.

 

A cura di

Francesco Miano

01-febbraio-2011

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