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La salute dei nostri mari: la qualità non ha bandiere

la salute dei nostri mariSecondo quanto riportato nell’ultima relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e della Commissione Europea, il 92% delle aree di balneazione europee soddisfa gli standard di qualità.


Nel documento emerge che il mare europeo più pulito è quello di Cipro, Malta, Croazia e Grecia, e che in sensibile miglioramento, rispetto agli anni precedenti, si trovano Spagna, Italia e Portogallo, con oltre l’80% dei luoghi di balneazione che soddisfano i rigorosi criteri stabiliti a livello europeo.


Soddisfatta Legambiente anche se, secondo Giorgio Zampetti responsabile dell’ufficio scientifico di Legambiente, “il risultato raggiunto dall’Italia non è unicamente da attribuire a politiche di riduzione degli scarichi e di investimenti per migliorare il servizio di depurazione, ma soprattutto all’attuale normativa, in vigore dal 2010, che prevede parametri e limiti meno stringenti rispetto a quella precedente. Non dimentichiamo, infatti, che ancora oggi il 30% delle abitazioni italiane non è allacciato a un depuratore. Un ritardo che ha già comportato l’avvio di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea”.


L’estate scorsa, infatti, il monitoraggio scientifico di Goletta Verde di Legambiente rilevò ben 146 punti critici disseminati lungo tutta la costa italiana, praticamente uno ogni 51 km di costa, l’80% dei quali fortemente inquinato. Risultarono off limits 112 foci a conferma del problema di mancata depurazione, che riguarda in primo luogo i comuni dell’entroterra.


Pubblicato da poco anche l’elenco delle tanto attese Bandiere Blu 2012, assegnate dalla fondazione FEE, in cui conta tanto la qualità delle acque, quanto quella dei servizi. Dall’elenco scompare Rimini, che ha problemi con la depurazione della rete fognaria, problemi che come accennavamo condivide, purtroppo, con circa un terzo dei comuni costieri italiani.


Dubbi e perplessità, però, sull’assegnazione delle Bandiere Blu che quest’anno premiano ben 246 spiagge, tredici in più rispetto al 2011. Come è noto nei criteri di scelta non compaiono solo le analisi sulla salubrità delle acque, ma anche un insieme di parametri che riguardano i servizi al cittadino o al turista.


I servizi accessori quali piste ciclabili, raccolta differenziata, progetti di educazione ambientale, piani di sicurezza o di gestione del territorio, valgono quanto la qualità stessa del mare in cui ci si tuffa. C’è da sottolineare anche che la FEE non effettua alcun tipo di analisi e controllo; la selezione avviene tra le domande pervenute e compilate in regime di autocertificazione. In questo modo potrebbe verificarsi che l’attribuzione delle tanto celebrate bandiere blu premi involontariamente anche le regioni meno attente.


Francesco Miano

GIUGNO 2012



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