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I vantaggi di uno stile di vita attivo

I vantaggi di uno stile di vita attivo


Il nostro corpo ama muoversi. Verità inconfutabile questa, anche se a volte difficile da ricordare presi dalle difficoltà e dalle comodità delle nostre vite.


Come rispondiamo oggi a questo bisogno innato del nostro corpo? Stando alle statistiche purtroppo rispondiamo sempre meno. Sono innumerevoli le ricerche, infatti, che descrivono il progressivo impigrimento delle popolazioni più tecnologizzate.



E sono altrettanto numerose quelle che mettono in rilievo i rischi di uno stile di vita sedentario. Rifacendoci all’ultimo rapporto “Noi Italia” dell’Istat anche nel 2011 continuano ad aumentare le persone che si dichiarano “non attive” cioè coloro che non fanno alcuna attività fisica ed hanno, dunque, uno stile di vita sedentario.


A fronte di un 21,9% che dichiara di praticare con continuità uno sport, c’è il 37,9% di chi pratica sport in modo saltuario o comunque ha uno stile di vita attivo, ed infine ben il 39,2% della popolazione è inattivo.


Questi dati pare siano in corrispondenza con la storia sociale ed economica degli ultimi decenni. Antonio Mussino, professore di statistica dell’Università La Sapienza ritiene, infatti, che “l’onda lunga degli anni ’80, con la sempre maggiore diffusione di stili di vita attiva, sembra essere entrata in crisi all’inizio del nuovo millennio, probabilmente per le difficoltà economiche legate anche all’entrata in vigore dell’euro. Da allora il sorpasso dei sedentari sugli attivi si è consolidato”.


Un dato preoccupa in particolare: l’inattività aumenta soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. Solo nel 2011 i bambini non attivi tra i 6 e i 10 anni salgono dal 22,4% al 24,3%, e nell’ultimo decennio i sedentari sono cresciuti di 3,4% nella fascia critica 11-14 anni, e di 2,4 punti in quella 15-17 anni.


I dati riguardanti l’abbandono di uno stile di vita attivo preoccupano in quanto noi esseri umani abbiamo bisogno di movimento per continuare ad avere una vita sana e che valga la pena di essere vissuta. Lo stesso rapporto Istat mette in evidenza, peraltro, che l'aver praticato almeno uno sport in giovane età è fortemente correlato con il mantenere in età adulta la pratica di uno stile di vita attivo.


L’attività fisica, infatti, concorre a migliorare la qualità della vita e lo stato di salute e permette la nascita di valori importanti come lo spirito di gruppo, la solidarietà, la tolleranza e la correttezza, contribuendo alla realizzazione personale e relazionale. E’ triste pensare che tanti giovani probabilmente non proveranno mai il piacere di avvertire il proprio corpo in movimento, un movimento che è espressivo, oltre ad essere un potente scarico dello stress e dell’aggressività.


Anche dal punto di vista delle “semplici” condizioni di salute legate alla sedentarietà i dati delle ricerche non confortano assolutamente. In Italia la percentuale di chi è sovrappeso è del 32% e quella di chi è obeso è dell’11%.

Un recente studio svolto dall’Universita’ di Sydney, inoltre, ci dice chiaramente che il lavoro sedentario nuoce gravemente alla salute riducendo di molto le aspettative di vita individuali.
La ricerca ha esaminato, nell’arco di tre anni, i tassi di mortalita’ di oltre 200 mila adulti di 45 anni e piu’. Risultato: le persone che dicono di restare sedute per almeno 11 ore al giorno hanno una probabilita’ del 40% maggiore di morire prima, rispetto a chi sta seduto meno di quattro ore al giorno.


E pensare che basterebbero cinquemila passi al giorno, una distanza pari a circa 3 km, come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per ridurre della metà le probabilità di incorrere in malattie mortali o fortemente invalidanti!


Giovanna Miano




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