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Quali cereli a parte il grano?

quali cereali a parte il grano?
Il nome dei cereali deriva da Cerere, dea romana della vegetazione e della coltivazione. A questo gruppo di piante erbacee appartengono molte specie dai cui frutti si può trarre farina: mais, sorgo, frumento, avena, riso, orzo, segale, tef, grano saraceno, amaranto, quinoa.



I cereali rappresentano l’alimento principale nella dieta della popolazione umana ed animale, per la loro facilità di coltivazione e di adattamento al clima, per la loro facile digeribilità e per l’alto contenuto energetico costituito maggiormente da carboidrati.


A causa della loro larga diffusione, la coltivazione di alcuni cereali attrae gli interessi dell’industria chimica: dove esistono latifondi di colture di grano è possibile trovare interi raccolti trattati con sostanze chimiche che vanno a vetrificare il chicco essiccandolo in brevissimo tempo e uccidendo, al contempo, tutti gli infestanti. Questo trattamento genera un prodotto dagli alti contenuti proteici, valore molto gradito dai produttori industriali di pasta, malgrado il prodotto ne risulti fortemente contaminato chimicamente.


Altri cereali meno diffusi, come ad esempio la segale e la quinoa, non essendo nel mirino di interessi economici delle grandi lobby delle sementi agricole (come la Monsanto) possono, dunque, rappresentare un’alternativa valida per una sana alimentazione anche per le loro caratteristiche intrinseche.


La quinoa, coltivata in Sud America, è un alimento particolarmente dotato di proprietà nutritive, contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco ed è anche un’ottima fonte di proteine vegetali, l’assenza totale di glutine nella sua composizione chimica la rende particolarmente adatta per i celiaci.


La segale può rappresentare, invece, un valido aiuto per combattere la sindrome metabolica così largamente diffusa in occidente. Una ricerca condotta dall’Università di Lund in Svezia, nell’ambito del progetto Healthgrain, ha messo in evidenza come il pane fatto con segale bianca (cereale diffuso in Europa) sia in grado di mantenere più controllati i livelli di zuccheri e d’insulina nel sangue, provocando un maggiore senso di sazietà rispetto al pane prodotto con farina di grano duro.


Michela Graziani

Febbraio 2012



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