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INCI: imparare a leggere l’etichetta dei cosmetici

La cosmetica rappresenta una parte importante dei nostri consumi poichè coinvolge la pelle che è il nostro organo più esteso. Sensibili alle seduzioni estetich e e alla cura del corpo spesso ci ritroviamo a guardare, senza saper bene cosa e come scegliere, gli ordinati scaffali di supermercati, farmacie, profumerie ed erboristerie, pieni di mille prodotti contenuti in involucri colorati e con immagini vitali e salutari.
Ma c’è un modo per essere sicuri che quello che andremo a mettere sulla nostra pelle non sarà dannoso né per noi né per l’ambiente?
La soluzione è imparare a leggere l’INCI l’etichetta obbligatoria per i cosmetici che ad una prima occhiata risulta un elenco di nomi incomprensibili, ma che si può imparare a comprendere acquisendo qualche punto di riferimento. Nell’INCI la nomenclatura utilizzata è standard in tutto il mondo: si usa il latino per nominare gli estratti vegetali e l’inglese per i componenti chimici. Non è prevista alcuna indicazione, invece, sulla percentuale degli ingredienti utilizzati e questo permette alle aziende di produzione di pubblicizzare i loro “miracolosi componenti naturali” anche se contenuti in minima parte. Importante è sapere che l’ordine con cui vengono riportati gli ingredienti è decrescente per quantità, il che vuol dire che il primo componente dell’elenco è quello più presente e via via fino ad arrivare all’ultimo che è quello presente nella percentuale minore.
Di solito un cosmetico è preparato in modo da avere una formula base alla quale vengono aggiunti i cosiddetti “funzionali” o “principi attivi”, ovvero le sostanze col compito di apportare gli specifici benefici per un dato problema. I principi attivi sono, in genere, riportati nella parte centrale dell’INCI, preceduti da tensioattivi, gelificanti, umettanti e seguiti da conservanti, coloranti e  profumi.
Se vogliamo però conoscere veramente ogni singolo componente e sapere se fa male o no possiamo consultare www.biodizionario.it curato da Fabrizio Zago chimico industriale e consulente Ecolabel, oppure il sito www.ewg.org/skindeep che presenta un vasto database in lingua inglese.


Michela Graziani

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