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I Bio-shopper sono veramente ecologici?

I vecchi shopper in Polietilene saranno sostituiti da nuovi shopper in Mater-bi, una plastica dal brevetto italiano, prodotta dall’amido di mais, patate e olii vegetali, la cui più importante caratteristica è quella di essere compostabile, impiegando soltanto tre mesi a biodegradarsi. Questa svolta è un buon traguardo anche se c’è da tenere presente che la produzione massiva di plastiche di derivazione vegetale riscontra delle implicazioni ambientali non indifferenti.
Le industrie di bio-plastiche per poter rispondere ad una produzione di massa hanno necessariamente bisogno di disporre di grandissime quantità di materia prima, che deve per forza provenire da colture intensive. Sono proprio le monocolture a rappresentare di fatto una delle più grandi fonti di inquinamento delle acque a causa dell’ampio utilizzo di pesticidi, diserbanti e fertilizzanti, nonchè dell’utilizzo di OGM.
Certamente i bioshopper in un’ottica di riciclo e di rispetto per l’ambiente, possono essere utilissimi in questa fase di transizione, ma con questa azione si conferma ancora il paradigma dell’usa e getta, che non si accorda con il risparmio energetico e con il rispetto per l’ambiente.
L’obiettivo finale a cui dovremmo tendere è l’eliminazione pressoché totale dei sacchetti usa e getta, da sostituire con borse e sporte realizzate in tessuto naturale come cotone, canapa e juta, da tenere sempre nella borsa o in macchina.

A cura di Michela Graziani

06/01/2011

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