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Biodiversità dei Semi Antichi: Reti di Resistenza alla Monocoltura

In un sistema schizofrenico come il nostro, dove, da una parte la legislazione impedisce agli agricoltori di commercializzare i propri semi (in quanto non inseriti in un catalogo ufficiale dell’Unione Europea), e dall’altra offre deboli palliativi nel tentativo di proteggerne le varietà a rischio di estinzione, la differenza la fanno i gesti più piccoli, quelli quasi invisibili, e non le politiche.


semi antichi biodiversità


I gesti sono quelli dei seed savers, i salvatori di semi antichi, ovvero coloro che cercano, scambiano e coltivano nei loro orti, semi di cereali, legumi, ortaggi e frutta antichi, che probabilmente i nostri nonni hanno visto e gustato ma che per noi sono introvabili, scomparsi, perduti.

Sopraffatti dall’uso delle sementi ibride, quelle che ci ha generosamente dato la rivoluzione verde, quelle che si devono comprare ogni anno, che richiedono più pesticidi, e che fanno guadagnare solo le grandi multinazionali ci siamo dimenticati della varietà e della mescolanza agricola.

Ma loro no.

I seed savers, raccoglitori informali, cultori appassionati di queste tradizioni e normali contadini hanno cominciato creando piccole banche di semi per sé e le hanno accresciute grazie ad uno continuo scambio che avviene durante fiere, mostre, mercatini o su internet.

Navigando infatti è facile imbattersi in bloggers alla ricerca di varietà scomparse di fagioli peruviani o di aglio ursino, o in gruppi di persone (Coltivar Condividendo)  e reti (come la Rete dei Semi Rurali e Civiltà Contadina) che attraverso la sinergia di scambio di buone pratiche, creazione di iniziative e condivisione, fanno piccoli ma importanti passi verso un’agricoltura biodiversa, a minor uso di risorse e meno inquinante.

Lo scopo è di creare, con l’aiuto di tutti, depositi di semi rurali e conoscenze antiche, non sterili elenchi di codici genetici, come avviene nelle grandi banche nazionali per la preservazione biologica, ma dei veri e propri nuclei di conoscenza attorno ai quali tutti possono contribuire e attingere condividendo saperi e sapori antichi, tecniche, metodi, ricette, e tradizioni all’insegna di una diversità non solo biologica ma anche culturale e  sociale.

 

Per approfondimenti

http://www.semirurali.net/

www.civiltacontadina.it

coltivarcondividendo.blogspot.it


Lorenza Ferrari
Maggio 2013




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